1. Costituzione
  2. Sede
  3. Oggetto e scopo
  4. Patrimonio ed entrate dell’associazione
  5. Fondatori, soci benemeriti e beneficiari dell’associazione
  6. Organi dell’associazione
  7. Assemblea
  8. Il presidente
  9. Il vice presidente
  10. Il comitato esecutivo
  11. Il segretario del Consiglio direttivo
  12. I libri dell’associazione
  13. Il tesoriere
  14. Collegio dei revisori dei conti
  15. Il comitato scientifico
  16. Il rendiconto economico finanziario
  17. Avanzi di gestione
  18. Scioglimento
  19. Clausola compromissoria
  20. Legge applicabile

 

Costituzione

E’ costituita l’Associazione Nazionale Ipercolesterolemia Familiare, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), in breve denominabile anche come "A.N.I.F.".

Sede

L’Associazione ha sede in Torino, Piazza Vittorio Veneto n.14; il cambio di indirizzo può essere effettuato con delibera del consiglio direttivo.
Su richiesta di un numero di soci che rappresenti almeno il 15% della totalità dei soci o laddove si dimostri necessario può essere costituita una sede periferica. Per le modalità costitutive ed organizzative si rinvia a successivo regolamento che sarà emanato dal consiglio direttivo.

Oggetto e scopo

  1. L’Associazione ha per scopo lo svolgimento di attività di volontariato, prestata dagli associati in modo personale, spontaneo e gratuito senza fini di lucro , anche indiretto, a beneficio delle persone colpite da ipercolesterolemia familiare o da altre iperlipidemie geneticamente determinate, e dalle patologie ad esse correlate.
  2. A tal fine l’Associazione si propone di:
    • promuovere e collaborare anche con sovvenzioni dirette alla ricerca scientifica su cause, prevenzione e terapia della ipercolesterolemia familiare e delle iperlipidemie geneticamente determinate, e delle patologie ad esse correlate;
    • portare un effettivo contributo alla divulgazione della conoscenza dei problemi posti da queste malattie, a livello di opinione pubblica, autorità ed operatori sociali e sanitari;
    • tutelare i diritti civili dei malati di ipercolesterolemia familiare e altre iperlipidemie geneticamente determinate;
    • svolgere attività di assistenza, se necessario anche con interventi economici, nei confronti dei soggetti affetti da gravi forme di iperlipidemie genetiche e delle famiglie che ne abbiano bisogno;
    • effettuare beneficenza finalizzata alla cura dei soggetti non abbienti malati di ipercolesterolemia familiare e altre iperlipidemie geneticamente determinate;
    • intervenire con tutti i mezzi per un efficace diagnosi precoce della malattia e prevenzione delle patologie ad essa correlate  attraverso la propaganda, l’informazione e la identificazione di idonei centri di diagnosi e di consulenza genetica;
    • svolgere attività di istruzione e formazione di personale qualificato (medico e paramedico) che possa intervenire nelle strutture sanitarie al fine di assistere i malati di queste patologie;
    • privilegiare la collaborazione con altre associazioni e gruppi scientifici aventi scopi simili;
    • aderire, eventualmente, al progetto federativo delle associazioni regionali che abbiano adottato integralmente il presente articolo nel loro statuto.

Per l’attuazione del proprio scopo, l’associazione può intraprendere attività commerciali e produttive marginali ai sensi dell’articolo 5, primo comma, lettera g, Legge 11 agosto 1991 numero 266 e nel rispetto del Decreto Ministeriale 25 maggio 1995.

Patrimonio ed entrate dell’associazione

  1. Il patrimonio dell’associazione è costituito dai beni mobili e immobili che pervengono all’associazione a qualsiasi titolo, da elargizioni o contributi da parte di enti pubblici e privati o persone fisiche, dagli avanzi netti di gestione.
  2. Per l’adempimento dei suoi compiti l’associazione dispone delle seguenti entrate:
    • dei versamenti effettuati dai fondatori originari, dai versamenti ulteriori effettuati da detti fondatori e da quelli effettuati da tutti coloro che aderiscono all’associazione;
    • dei redditi derivanti dal suo patrimonio;
    • degli introiti realizzati nello svolgimento della sua attività.
  3. La quota sociale annuale è stabilita dal consiglio direttivo  e deve essere versata entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento. Da tale termine decorre il periodo di morosità.
  4. L’adesione all’associazione non comporta obblighi di finanziamento e di esborso ulteriore rispetto alla quota sociale annuale. E’ comunque facoltà degli aderenti dell’associazione di effettuare versamenti ulteriori nel corso dell’anno.
  5. I versamenti al fondo di dotazione possono essere di qualsiasi entità, fatto salvo il versamento minimo come sopra determinato, e sono comunque a fondo perduto: in nessun caso, e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’associazione, né in caso di morte, di estinzione, di recesso o di esclusione dall’associazione, può pertanto farsi luogo alla ripartizione di quanto versato alla Associazione a titolo di versamento al fondo di dotazione.
  6. Il versamento non crea altri diritti di partecipazione, e segnatamente, non crea quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi, né per successione a titolo particolare né per successione a titolo universale.

Fondatori, soci benemeriti e beneficiari dell’associazione

  1. Sono aderenti all’associazione:
    • fondatori;
    • soci dell’associazione;
    • benemeriti dell’associazione;
    • beneficiari dell’associazione.
  2. L’adesione all’associazione comporta per l’associato di maggiore età  il diritto di voto per l’approvazione e le modifiche dello statuto e dei regolamenti per la nomina degli organi direttivi dell’associazione.
  3. Sono fondatori coloro che partecipano alla costituzione dell’originario fondo di dotazione dell’associazione stessa.
  4. Sono soci dell’associazione coloro che aderiscono all’associazione nel corso della sua esistenza.
  5. Sono beneficiari dell’associazione coloro cui vengono erogati i servizi che l’associazione si propone di svolgere.
  6. Sono benemeriti dell’associazione coloro che ne hanno sostenuto l’attività e la valorizzazione con la loro personalità, con la frequenza all’associazione o per aver contribuito finanziariamente o svolto attività a favore dell’associazione stessa.
  7. Gli Enti di diritto pubblico e privato possono aderire all’associazione e partecipare alla vita associativa in tutte le sue espressioni con un rappresentante formalmente delegato.
  8. Chi intende aderire all’associazione deve rivolgere espressa domanda al consiglio direttivo recante la dichiarazione di condividere le finalità che l’associazione si propone e l’impegno ad accettarne e osservarne statuto e regolamenti.
  9. Il consiglio direttivo deve provvedere in ordine alle domande di ammissione entro sessanta giorni dal loro ricevimento (per il computo di detto periodo si applicano peraltro le norme circa la sospensione feriale dei termini giudiziari): in assenza di un provvedimento di accoglimento della domanda entro il termine predetto si intende che essa è stata  respinta. In caso di diniego espresso, il consiglio direttivo non è tenuto a esplicitare la motivazione di detto diniego.
  10. La qualità di socio si perde:
    • per recesso unilaterale del socio, tale recesso ha efficacia dall’inizio del secondo mese successivo a quello nel quale il consiglio direttivo riceva la notifica della volontà del recesso.
    • per morosità superiore all’anno nel versamento della quota sociale annuale.
    • per radiazione che può essere adottata in caso di indegnità o di grave violazione dei doveri statutari con deliberazione del consiglio direttivo. L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali l’esclusione sia stata deliberata. Nel caso che l’escluso non condivida le ragioni dell’esclusione, egli può adire il collegio arbitrale di cui al presente statuto; in tal caso l’efficacia della deliberazione di esclusione è sospesa fino alla pronuncia del collegio stesso.

Organi dell’associazione

  1. Sono organi dell’associazione:
    • l’assemblea degli aderenti all’associazione;
    • il presidente del consiglio direttivo;
    • il vice presidente del consiglio direttivo;
    • il consiglio direttivo;
    • il segretario del consiglio direttivo;
    • il tesoriere; - le cariche di segretario e tesoriere possono essere ricoperte dalla medesima persona 
    • il comitato scientifico, ove l’assemblea deliberi di  nominarlo;
    • il collegio dei revisori dei conti, ove l’assemblea deliberi di  nominarlo;

Assemblea

  1. L’assemblea è composta da tutti gli aderenti all’associazione. L’assemblea si riunisce almeno una volta all’anno entro il 31 maggio per l’approvazione del rendiconto economico finanziario.
    Essa inoltre in sede ordinaria:
    • provvede alla nomina del consiglio direttivo, del presidente e del vice presidente dello stesso;
    • delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’associazione;
    • approva i regolamenti che disciplinano lo svolgimento dell’attività dell’associazione;

      In sede straordinaria:
    • delibera sulle modifiche al presente statuto;
    • delibera lo scioglimento e la liquidazione dell’associazione e la devoluzione del suo patrimonio ai sensi dell’articolo 19 del presente statuto.
  2. L’assemblea è convocata dal presidente ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno oppure ne sia fatta richiesta da almeno un terzo degli aderenti o da almeno tre consiglieri o dal collegio dei revisori.
  3. L’assemblea deve essere convocata a mezzo lettera semplice o fax o annuncio da pubblicare su un giornale quotidiano almeno otto giorni prima della riunione; nell’avviso dovrà essere anche indicato il giorno per l’eventuale seconda convocazione e l’ordine del giorno delle materie da trattare.
    L’assemblea in sede ordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno un decimo degli aderenti all’associazione e in seconda convocazione con la presenza di un trentesimo, mentre per l’assemblea straordinaria occorreranno rispettivamente un decimo ed un ventesimo; le deliberazioni saranno prese a maggioranza dei voti dei presenti.
    L’assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio direttivo, in sua assenza o impedimento, dal Vicepresidente o da chi verrà designato dall’assemblea stessa.

Il presidente

  1. Al presidente dell’associazione spetta la rappresentanza dell’associazione stessa di fronte ai terzi e anche in giudizio. Su deliberazione del Consiglio direttivo, il presidente può attribuire la rappresentanza dell’associazione anche ad estranei al consiglio stesso.
  2. Al presidente dell’associazione compete, sulla base delle direttive emanate dall’assemblea e dal Consiglio direttivo, al quale comunque il presidente riferisce circa l’attività compiuta, l’ordinaria amministrazione dell’associazione e la straordinaria amministrazione nei limiti della delega conferitagli dal Consiglio direttivo.
  3. Il presidente convoca e presiede l’assemblea, il Consiglio direttivo e il comitato esecutivo, cura l’esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia il buon andamento amministrativo dell’associazione, verifica l’osservanza dello statuto e dei regolamenti, ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessità.
  4. Il presidente cura la predisposizione del rendiconto da sottoporre per l’approvazione, al Consiglio direttivo e poi all’assemblea, corredandoli di idonee relazioni.

Il vice presidente

  1. Il vice presidente sostituisce il presidente in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni. Il solo intervento del vice presidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del presidente.

Il comitato esecutivo

  1. Il comitato esecutivo può essere costituito nel caso in cui il Consiglio direttivo sia composto da più di sette membri ed è composto dal presidente, dal vice presidente, dal segretario, dal tesoriere e da un consigliere designato dal Consiglio direttivo.
  2. Il comitato esecutivo esplica le attribuzioni ed i compiti affidategli dal Consiglio direttivo.
  3. Per le convocazioni delle adunanze del comitato esecutivo e per la validità delle relative deliberazioni si applicano, ove compatibili, le norme previste nel presente statuto per le adunanze del Consiglio direttivo.

Il segretario del Consiglio direttivo

  1. Il segretario, che viene eletto dal Consiglio direttivo, svolge la funzione di verbalizzazione delle adunanze dell’assemblea, del Consiglio direttivo e del comitato esecutivo e coadiuva il presidente e il consiglio direttivo nell’esplicazione delle attività esecutive che si rendano necessarie o opportune per il funzionamento dell’amministrazione dell’associazione.
  2. Il segretario cura la tenuta del libro dei verbali delle assemblee, del Consiglio direttivo, del comitato esecutivo nonché del libro degli aderenti all’associazione.

I libri dell’associazione

  1. Oltre alla tenuta dei libri prescritti dalla legge, l’associazione tiene i libri delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea, del Consiglio direttivo, del comitato esecutivo e dei revisori dei conti, nonché il libro degli aderenti all’associazione.

Il tesoriere

  1. Il tesoriere cura la gestione della cassa dell’associazione e ne tiene la contabilità, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone dal punto di vista contabile, il rendiconto accompagnandolo da idonea relazione contabile.

Collegio dei revisori dei conti

  1. Il collegio dei revisori dei conti, ove l’assemblea reputi opportuno nominarlo, si compone di tre membri effettivi e di due supplenti (questi ultimi subentrano in ogni caso di cessazione di un membro effettivo.
  2. L’incarico di revisore dei conti è incompatibile con la carica di consigliere.
  3. Per la durata in carica, la rieleggibilità e il compenso valgono le norme dettate nel presente statuto per i membri del consiglio direttivo.
  4. I revisori dei conti curano la tenuta del libro delle adunanze dell’assemblea, del Consiglio direttivo e del comitato esecutivo, con facoltà di parola ma senza diritto di voto, verificano la regolare tenuta della contabilità dell’associazione e dei relativi libri, danno pareri sui rendiconti.

Il comitato scientifico

  1. Il consiglio direttivo può istituire un Comitato Scientifico.
  2. Tale organo è composto da tre membri non necessariamente soci e svolge funzioni consultive affiancando il Consiglio direttivo in tutte le attività e le manifestazioni scientifiche dell’associazione.
    Per la durata in carica e la rieleggibilità dei membri del comitato scientifico valgono le norme dettate nel presente statuto per i membri del consiglio direttivo.
    Dalla nomina a membro del comitato scientifico non consegue alcun compenso, salvo il rimborso delle spese documentate sostenute per ragioni dell'ufficio sostenuto

Il rendiconto economico finanziario

  1. Gli esercizi dell’associazione chiudono il 31 dicembre di ogni anno.
  2. Entro il 28 febbraio di ciascun anno il Consiglio direttivo è convocato per la predisposizione del rendiconto dell’esercizio precedente da sottoporre all’approvazione dell’assemblea che deve essere convocata per l’approvazione entro il 31 maggio.
  3. I rendiconti debbono restare depositati presso la sede dell’associazione nei quindici giorni che precedono l’assemblea convocata per la loro approvazione a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro lettura.

Avanzi di gestione

  1. All’associazione è vietato distribuire anche in modo indiretto  utili o avanzi di gestione comunque denominati nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima e unitaria struttura.
  2. L’associazione ha obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione  per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Scioglimento

  1. In caso di suo scioglimento, per qualunque causa, l’Associazione ha l’obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Clausola compromissoria

  1. Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa a giudizio di un arbitro amichevole compositore che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale. L’arbitro sarà scelto di comune accordo dalle parti contendenti: in mancanza di accordo la nomina dell’arbitro sarà provveduta dal Presidente del Tribunale della sede dell’ associazione.

Legge applicabile

  1. Per disciplinare ciò che non sia previsto nel presente statuto, si deve far riferimento alle norme in materia di enti contenute nel libro I del Codice Civile e in subordine, alle norme contenute nel libro V del Codice Civile.

Il sito www.associazioneanif.it è a cura di Osservatorio Malattie Rare.
Per eventuali problemi o segnalazioni inviare una e-mail all'indirizzo francescofuggetta@hotmail.com.


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